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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Terracina
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mwhaTerracina è un mwhqcomune italiano di mwhg45 051 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwiwprovincia di Latina nel mwjaLazio.

Contents

Clima
Storia
Origini
Altro
Cucina
Eventi
Strade
Sport
Calcio
Rugby
Note

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Geografia fisica

Territorio

La città è situata nell'mwkqAgro Pontino al bordo meridionale della pianura stessa, vicino al mwkgpromontorio del Circeo, in prossimità della foce del fiume mwkwAmaseno, sulla costa mwlatirrenica (mwlqgolfo di Gaeta).

La città si sviluppa da una propaggine del Monte Sant'Angelo, sulla cui sommità affacciata sul mare si staglia il Tempio di Giove Anxur all'altezza di 226 m slm che troneggia sul centro storico, dalla spiaggia di levante fino al lungomare Circe e la spiaggia di ponente. L'imponente rupe calcarea Pisco Montano, dell'altezza di 128,8 m slm, staccata dal Monte Sant'Angelo segna nettamente, a sud est, il confine meridionale del centro abitato; a est poi si apre la pianura di mwlwFondi, a nord l'urbanizzazione degrada progressivamente verso la campagna aperta e i borghi rurali.

Nel territorio comunale scorre il mwmqfiume Portatore nelle cui acque confluiscono, nell'ultimo tratto, sia il mwmgfiume Amaseno e sia il mwmwfiume Ufente.

Clima

Il clima di Terracina è di tipo mediterraneo, con estati brevi, calde e prevalentemente soleggiate e inverni relativamente miti ma piovosi e parzialmente nuvolosi. Il periodo più soleggiato dell'anno si concentra attorno a luglio, quando il cielo risulta sereno o prevalentemente sereno per circa l'89% del tempo, mentre gennaio è il mese più nuvoloso, con copertura elevata quasi la metà delle ore. L'umidità estiva è sensibile: tra giugno e ottobre le giornate afose sono frequenti, raggiungendo il picco ad agosto con una media di 22 giorni caratterizzati da condizioni di afacite-ref-2-4-0[4].

Le temperature medie annue si attestano intorno ai 9 gradi nelle ore più fredde e ai 13-30 gradi nei valori massimi giornalieri. La stagione calda, con massime superiori a 27 gradi, dura circa tre mesi, da metà giugno a metà settembre, e il mese più caldo è agosto, con una temperatura massima media di poco meno 30 gradi e una minima di 21. La stagione fresca si estende invece per circa quattro mesi, da fine novembre a marzo, con gennaio che rappresenta il mese più rigido dell'anno, in cui le temperature raramente scendono sotto i 2 gradi e le massime si aggirano mediamente intorno ai 13 gradicite-ref-2-4-1[4].

Le precipitazioni presentano una marcata variazione stagionale. La stagione più piovosa dura circa sette mesi e mezzo, da metà settembre a fine aprile, con novembre che risulta il mese più piovoso dell'anno, con una media di circa 98 millimetri di pioggia e oltre 10 giorni di precipitazioni. Al contrario, l'estate è caratterizzata da una prolungata siccità: la stagione più asciutta copre quasi cinque mesi, da fine aprile a metà settembre, e luglio è il mese con le piogge più scarse, con appena 14 millimetri medi mensili e non più di due o tre giorni di precipitazionicite-ref-2-4-2[4].

| Terracina | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Terracina | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 13,2 | 13,8 | 15,6 | 19,1 | 23,2 | 27,5 | 29,6 | 29,7 | 26,7 | 22,6 | 17,9 | 14,8 | 13,9 | 19,3 | 28,9 | 22,4 | 21,1 |
| T. min. media ( °C ) | 6,8 | 7,6 | 8,7 | 11,3 | 14,2 | 18,2 | 20,4 | 21,1 | 19,1 | 16,2 | 12,5 | 8,8 | 7,7 | 11,4 | 19,9 | 15,9 | 13,7 |
| Precipitazioni ( mm ) | 63,5 | 60,8 | 48,2 | 42,5 | 29,0 | 20,0 | 13,8 | 19,7 | 57,1 | 79,4 | 97,8 | 71,8 | 196,1 | 119,7 | 53,5 | 234,3 | 603,6 |
| Giorni di pioggia | 7,7 | 7,0 | 7,0 | 8,0 | 6,6 | 5,2 | 3,4 | 2,5 | 3,4 | 7,1 | 8,7 | 10,3 | 25,0 | 21,6 | 11,1 | 19,2 | 76,9 |

• mwsqClassificazione climatica: zona C, 996 mwsgGG

Storia

Preistoria

L'area del Basso Lazio fu abitata da tempi remotissimi, come accertato dal rinvenimento di un ominide, detto mwvgHomo Cepranensis, che daterebbe la vita nella zona a 400.000 anni fa, prima ancora dell'mwvwHomo di Neanderthal i cui resti sono stati rinvenuti nella mwwaGrotta Guattari sul promontorio del Circeo.

I ritrovamenti più antichi nel territorio terracinese, invece, si riferiscono a materiali mwwgpreistorici rinvenuti nella Caverna della Catena al Pisco Montano, datati a circa 12.400 anni facite-ref-5[5].

La città fu probabilmente in origine un centro mwyaausonio, sorto su due modeste alture sotto il monte Sant'Angelo: su quella più elevata (colle di San Francesco) ebbe sede l'mwyqacropoli.

Origini

Il nome della città si stratifica come la sua storia: Trachna per gli Etruschi, termine legato anche a Tarquinia e ai Tarquini, che la colonizzarono, Tarracina per i Greci, e infine Anxur per i Volsci. Attorno alle sue origini fiorì anche una ricca tradizione mitica: c'è chi la identificò con la dimora di Circe e chi con il porto dei Lestrigoni in cui approdò Ulisse — identificazione suggerita dalla stessa conformazione del luogo, con il porto stretto fra gli scogli e la città arroccata in alto —, mentre Dionigi di Alicarnasso tramanda di profughi spartani fondatori di un santuario ai piedi del Monte Leano, luogo sacro alla dea Marica ricordato anche nell'Eneide virgiliana.

Epoca romana

La conquista

Terracina gravitava nell'orbita di Roma già dalla fine del VI secolo a.C., quando il suo nome compare persino nel primo trattato romano-cartaginese del 509 a.C., a lungo contrastata dai Volsci, che la occuparono e la ribattezzarono Anxur, e che i Romani dovettero riconquistare due volte, nel 406 e nel 400 a.C., prima di potervi fondare una colonia stabile nel 329 a.C. cite-ref-6[6]

La svolta vera arrivò nel 312 a.C. con il passaggio della via Appia: da quel momento la città cominciò a crescere verso la pianura, sfruttando le terre agricole circostanti, mentre il nucleo antico si avviava a diventare la zona monumentale che in parte si vede ancora oggicite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10].

Età repubblicana

Nel 184 a.C. il censore mwhaLucio Valerio Flacco costruì la mwhqVia Flacca, una strada costiera che, partendo da Terracina e proseguendo l'Appia, andò a congiungere le località costiere sino a Formia, da poco costituita municipio.

Nel 160 a.C. il console mwhwMarco Cornelio Cethego fece bonificare l'area di Terracina, costruendo la Fossa Cethega che alcuni studiosi ritengono essere in località Rio Martino, tra Terracina e Fondi; un canale in cui confluivano le acque del territoriocite-ref-11[11]cite-ref-12[12].

Importanti trasformazioni urbane avvennero sotto mwkqLucio Cornelio Silla (inizi del mwkgI secolo a.C.), che premiò la città per essere stata fedele a lui contro mwkwGaio Mario durante la guerra civile. A Silla, infatti, si devono la costruzione del mwlateatro e la ricostruzione in forme scenografiche del tempio di Giove Anxur sulla cima del monte Sant'Angelo e diverse altre costruzioni in mwlqopera incerta.

Età imperiale

Nel 3 a.C. vi nacque mwmaServio Sulpicio Galba che sarebbe stato imperatore romano per alcuni mesi prima di cadere vittima della situazione politica. Nel mwmq69 la città fu teatro di uno degli ultimi scontri dell'mwmganno dei quattro Imperatori: l'mwmwassedio di Terracina.

Sino a quando l'imperatore Claudio non aprì il porto di Ostia, quello di Terracina fu l'approdo marittimo dell'Urbe, città privilegiata che aveva commerci con tutto il Mediterraneocite-ref-13[13].

Nel 118 d.C. a Terracina morì mwogAulo Cornelio Palma Frontoniano, già console, fatto uccidere dall'imperatore Adriano per aver ideato una congiura ai suoi danni.

A mwpaTraiano si deve il taglio del Pisco Montano per velocizzare il transito sulla via Appia, mentre nel 198 d.C. mwpqSettimio Severo dotò la città di una nuova importante arteria viaria, la mwpgvia Severiana, che si incrociava con la mwpwvia Appia Traianea nel Foro Settimio.cite-ref-14[14]

Agli inizi del mwrqV secolo l'ultimo intervento cittadino riguarda l'erezione di una nuova cinta di mura che racchiuse anche parte della città bassa.

Medioevo

Alto medioevo

Terracina ebbe un ruolo di rilievo sin dall'epoca ostrogota, quando mwtqTeodorico la rafforzò con opere pubbliche e il restauro della Via Appia. Nel periodo altomedievale, mwtgGregorio Magno si occupò attivamente della città: favorì la fondazione di un monastero benedettino, intervenne in difesa della comunità ebraica locale e si preoccupò della sorveglianza delle muracite-ref-tortreponti-com-15-0[15]cite-ref-16[16]cite-ref-17[17].

In epoca mwxabizantina la città fu un'importante mwxqpiazzaforte, coinvolta anche nella mwxgguerra greco-gotica durante l'avanzata di mwxwBelisario verso Roma. Tra VIII e IX secolo entrò a far parte dello mwyaStato pontificio, arricchendosi di chiese e monasteri, ma dovette fronteggiare ripetute minacce esterne: nel 778 le milizie papali respinsero un attacco congiunto di Gaeta e dei mwyqLongobardi di Benevento, mentre nell'883 la città fu saccheggiata dai mwygpirati arabicite-ref-18[18]cite-ref-19[19].

Nonostante secoli di instabilità e abbandono delle infrastrutture, il tracciato dell'antica Appia tornò in uso, diventando parte del sistema delle mw1avie Francigene del Sud, che attraversava il centro storico di Terracina collegandola a Fossanova e Fondicite-ref-20[20].

Basso medioevo

Tra il X e il XV secolo Terracina fu al centro di un lungo e turbolento periodo di lotte per il controllo della città.

Alla fine del mw3aX secolo mw3qpapa Silvestro II la concesse in feudo, e nel 1088 vi si tenne la storica elezione di mw3gpapa Urbano II. Nei secoli successivi la città fu contesa tra potenti famiglie romane: prima i mw3wCrescenzi, poi i mw4aFrangipane, che esercitarono un dominio oppressivo fino a quando una rivolta popolare del 1202 li cacciò, distrusse il castello e diede vita al comune.

Seguì un periodo di lotte interne tra le famiglie degli mw4gAnnibaldi e dei mw4wda Ceccano, conclusosi con l'ascesa di mw5aBonifacio VIII a podestà nel 1295, che riportò stabilità ma aprì la strada all'influenza dei mw5qCaetani. Questi ultimi tentarono più volte di impadronirsi della città nel corso del Trecento, venendo infine respinti grazie all'intervento di una flotta genovese. Terracina visse allora circa vent'anni di protettorato genovese, con relativa prosperità economica. Il ritorno dell'autorità papale nel 1367 portò però nuove tasse e malcontento, alimentando ulteriori conflitti che si trascinarono fino al 1400, quando la città cedette dopo due mesi di resistenza alle truppe pontificie e napoletanecite-ref-21[21]cite-ref-22[22].

Nel Quattrocento Terracina passò sotto i mw7wre di Napoli, per essere restituita al papato nel 1420 da mw8aMartino V e poi nuovamente nel 1447 da mw8qAlfonso d'Aragona. Le fazioni interne pro-papa, pro-aragonesi e pro-francesi continuarono a scontrarsi, causando la progressiva decadenza della città e la fine dell'autonomia comunale, fino alla pacificazione definitiva operata da papa mw8gAlessandro VI nel 1499cite-ref-23[23].

Età moderna

Nel 1534 alla testa di 82 galee uno dei più celebri comandanti delle flotti turche, mw-gKhayr al Din detto il Barbarossa, saccheggiò prima Fondi e poi Terracinacite-ref-24[24].

Il 5 Agosto 1552, nell'ambito delle guerre d'Italia, si ebbe la mwaqqbattaglia navale di Ponza, che oppose i Francesi e i loro alleati Ottomani, comandati da mwaquDragut, erede del Barbarossa, contro la flotta di mwaqyAndrea Doria, ammiraglio dell'impero di mwaqcCarlo V.

Nel mwaqkXVI secolo la mwaqomalaria provocò una continua diminuzione della popolazione (nel mwaqs1572 si era ridotta a circa 150 abitanti, 40 fuochi). Il ripopolamento fu favorito nel mwaqwXVII secolo dai pontefici con la distribuzione gratuita delle terre e le esenzioni fiscali e nuove famiglie abbienti restaurano e ricostruiscono le case signorili; si edificano o si restaurano le chiese.

Con mwaq4papa Pio VI dal mwaq81785 si assistette ad una poderosa riforma urbanistica che trasformò il volto del centro. Anzitutto egli fece bonificare l'area di Terracina bassa, facendovi costruire un lungo e largo canale navigabile che congiunse il porto marittimo cittadino con il fiume Portatore, in località Badino. Attorno al detto canale, nei pressi del porto romano, fece sorgere un'espansione abitativa chiamata Borgo Pio. Quindi costruì diversi palazzi, primo tra tutti il poderoso Palazzo Braschi, dal nome della sua famiglia.

Quando Pio VI fu arrestato dai rivoluzionari francesi, questi occuparono Terracina che si ribellò e dovette subire una dura repressione nel 1798. Alla fine del Settecento il brigantaggio riprese vigore e si confuse con la resistenza antifrancese alle armate napoleoniche, mentre poi esso sarebbe stato un elemento reazionario sia contro i Papi sia contro il futuro Stato Italiano.

Età contemporanea

Nel mwarm1818 mwarqpapa Pio VII firmò con mwaruFerdinando I delle Due Sicilie il concordato che sanciva i rapporti con il mwaryRegno delle Due Sicilie e sotto mwarcpapa Gregorio XVI si ebbero i lavori di costruzione del nuovo porto canale. Durante la mwargRepubblica Romana del 1849 il governo mazziniano diede molta importanza a Terracina. Nel novembre 1860 17.000 soldati borbonici si consegnarono alle truppe papaline della città per non arrendersi alle truppe nemiche di mwarkGiuseppe Garibaldi, che risaliva la penisola dopo la mwaroSpedizione dei Mille. Il 14 settembre mwars1870 la città fu annessa al mwarwRegno d'Italia.

Il 4 settembre 1943 la città fu bombardata da dodici aerei degli mwar4Alleaticite-ref-25[25], che causarono la morte di 130 civili.cite-ref-26[26]cite-ref-27[27]

Nel 2018 un ciclone che si abbatté su Terracina causò la caduta di una cinquantina di storici pini marittimi emblema della cittàcite-ref-28[28]cite-ref-29[29]cite-ref-30[30]

Simboli

Lo stemma e il gonfalone di Terracina sono stati riconosciuti con decreto del capo del governo del 9 settembre 1937.cite-ref-31[31]

«D'azzurro, al

castello

di due torri, merlate di tre alla guelfa e finestrate di nero, e di una porta aperta dello stesso, affiancata dalle sculture di due leoni affrontati, passanti; appoggiato sul castello, fra le due torri, uno scudo d'argento, a tre fasce di rosso, accollato dalla insegna papale; tiara e chiavi in decusse legate da un cordone passante dietro il castello. Nell'orlo interno dello scudo la scritta

Civitas Terracinae

. Ornamenti esteriori da Città.»

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Concattedrale di San Cesareo

La cattedrale che inglobò il tempio maggiore fu costruita e consacrata a mwauwSan Cesareo (o Cesario) nel mwau01074, mentre ad un rifacimento del mwau4XII-mwau8XIII secolo risalgono il campanile e il portico antistante, con fusti di colonna riutilizzati da più antichi edifici romani e capitelli ionici, basi decorate con leoni e trabeazione, in parte scolpita e con fregio a mwavamosaico (prima metà del XIII secolo) in mwavestile cosmatesco. L'interno a tre mwavinavate è suddiviso da colonne ugualmente romane riutilizzate, conserva un pavimento cosmatesco. Alla stessa epoca si devono il pulpito e il cero pasquale. Agli inizi del mwavmXVIII secolo l'interno ricevette una copertura a volta. Dal 1986, nel contesto della ristrutturazione delle diocesi d'Italia, la chiesa di San Cesareo ha assunto il titolo di concattedrale.

Chiesa del Santissimo Salvatore

La mwavkchiesa del Santissimo Salvatore, sul lato opposto del semicerchio, venne progettata sempre dal Valadier a pianta centrale, ma fu realizzata da mwavoAntonio Sarti tra il mwavs1830 e il mwavw1847 a tre navate. L'altra grande piazza cittadina, "Piazza della Marina", oggi "Piazza della Repubblica", già prevista nel progetto originario, venne realizzata progressivamente con la costruzione dei palazzi che la circondavano.

Chiesa di San Giovanni

Nel centro cittadino si trova anche la chiesa di San Giovanni, che ha trasformato nel mwawaSeicento la medioevale chiesa dedicata a San Lorenzo, di cui resta solo il campanile. La chiesa si presenta attualmente a navata unica con cappelle laterali, coperta da una volta ribassata e da una cupola a pianta ellittica.

Chiesa del Purgatorio

La chiesa del Purgatorio fu costruita entro il mwawq1780 al posto dell'antica chiesa di San Nicola. Presenta pianta centrale ed una facciata con alto ordine unico di lesene, sormontato da un timpano mistilineo

Chiesa della Madonna delle Grazie

La chiesa è stata rifatta dal vescovo Cesare Ventimiglia (1615-1645) e precedentemente dedicata a Santa Maria della Basilica Nuova nel mwawg1163 da mwawkpapa Alessandro III al posto di un altro edificio più antico.

Chiesa della Madonna dell'Annunziata

Risale al XIII secolo e danneggiata dai bombardamenti.

Chiesa e Convento di San Domenico

Il complesso è stato edificato alla metà del XIII secolo. La facciata conserva un mwaxqrosone e un portale sormontato da un piccolo mwaxuprotiro.

Chiesa e convento di San Francesco

Il complesso è stato fondato secondo la tradizione dallo stesso santo nel mwaxk1222 (si conserva il piccolo campanile) e gravemente danneggiato dalla guerra, fu adibito ad ospedale tra il mwaxo1874 e il mwaxs1994.

Santuario di Maria SS. della Delibera

L'edificio, a tre navate gestito da frati, conserva l'antico e venerato affresco absidale della Madonna della Delibera del Quattrocento, che viene incoronata ogni dieci anni.

Altre chiese

Inoltre tra le chiese più moderne troviamo la Parrocchia di San Damiano e Cosma in località Le Arene, la Parrocchia San Domenico Savio e la mwayiParrocchia del Santissimo Salvatore in piazza Garibaldi.

Architetture civili

Palazzo Venditti

Sul fianco destro della cattedrale si affaccia sulla piazza anche il palazzo Venditti, del mwaycXIII secolo, originario palazzo civico, che scavalca con un grande mwaygarco gotico la via Appia e conserva una delle trifore originarie. Le forme architettoniche sono quelle proprie dell'architettura mwaykcistercense, adattate ad usi civili.

Il Palazzo vescovile

Tra la torre e la chiesa è il Palazzo vescovile, risalente in origine all'epoca mway0carolingia e ristrutturato in epoca medioevale, nel mway4XVII secolo dal vescovo Cesare Ventimiglia, e infine nel mway81786 da mwazapapa Pio VI. L'attuale configurazione nulla conserva di antico, essendo stato quasi completamente ricostruito dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Edifici medievali

Numerose altre case cittadine risalgono all'epoca medioevale: case-torri fortificate o case gotiche con bifore e a volte scale esterne con ballatoi (profferli), risalenti per la maggior parte al XII-XIII secolo. Altri palazzi sono dovuti alle ristrutturazioni rinascimentali di case medioevali o a nuove costruzioni contemporanee (casa del notaio Nicola Savio del mwazq1536, costruita a ridosso delle mura. La rinascita della città nel corso del mwazuXVIII e mwazyXIX secolo comportò ristrutturazioni e accorpamenti di gruppi di case medioevali e trasformando gli edifici con un aspetto omogeneo. A questi interventi si accompagnarono nuove edificazioni, sia per case d'affitto destinate ai ceti medi, sia per residenze signorili (palazzo Vitelli, provvisoria residenza papale), sia per strutture pubbliche ("Palazzo della bonificazione pontina" e "Nuova fabbrica dei forni", costruita dal comune nel mwazc1785).

Palazzo Braschi

Un intervento di particolare importanza si ebbe con la costruzione da parte del nipote del papa, di Palazzo Braschi (mwaz81787-mwaaa1795), destinato a sede papale. Il nuovo palazzo inglobò palazzi più antichi e le rovine della chiesa di Santa Maria in Posterula e venne collegato nel mwaae1792 per mezzo di una rampa (oggi via Posterula) e l'abbattimento di un tratto di mura, sia alla città alta e alla via Appia, sia al nuovo Borgo Pio nella città bassa.

Palazzo della Bonificazione Pontina

Situato a sud del centro storico, fu costruito nel 1785.cite-ref-32[32]

Architetture militari

Torre Frumentaria o Torre dei Rosa

Sul lato meridionale della piazza si eleva alla stessa altezza del campanile la contemporanea torre Frumentaria o "torre dei Rosa" (XII-XIII secolo), che fu probabilmente in possesso di questa famiglia.

Castello dei Frangipane

In posizione dominante sull'abitato si erge il mwabqcastello dei Frangipane, costruito in più fasi successive a partire dalla fine del mwabuX secolo e ingrandito fino al mwabyXV secolo. Gravemente danneggiato dai bombardamenti della mwabcseconda guerra mondiale conserva solo il maschio centrale, parte più antica, e parte dell'ala sud.

Mura

Le antiche mura di cinta di epoca mwabsvolsca e mwabwromana, di cui rimangono visibili solo alcuni tratti, erano state in seguito sormontate dalla nuova fortificazione costruita nel mwab0V secolo. Dopo il loro abbandono, una parte del mwab4camminamento di ronda fu trasformata in passeggiata pubblica e circondata da abitazioni.

Delle porte cittadine la Porta Albina fu abbattuta nel mwaca1831, mentre della Porta Maggio, distrutta alla fine del mwaceSettecento rimangono solo le torri laterali, trasformate in abitazioni. Una nuova porta di accesso all'abitato, Porta Romana, fu realizzata nel mwaci1780 sul lato nord-occidentale, su progetto di mwacmGaetano Rappini, riunendo alla città il borgo esterno di "Cipollata". La nuova costruzione si appoggia ad una torre più antica, con basamento in mwacqopera poligonale e sopraelevazione in mwacuopera incerta, parte probabilmente della cinta muraria più antica. Nella parte alta della città si conserva anche una torre medioevale, realizzata in blocchetti di calcare inframmezzati da filari con mattoni e datata al mwacyX secolo.

Le mura del mwacgV secolo racchiusero solo una parte di questo abitato inferiore, che doveva essere già parzialmente abbandonato. In epoca altomedioevale il territorio vide la fondazione di chiese e conventi extra-urbani. La parte bassa era in abbandono: il porto e i canali si andarono insabbiando e divennero inutilizzabili. Il passaggio della via Appia sotto il Pisco Montano venne fortificato (la porta venne ricostruita nel mwackXVII secolo come mwacoPorta Napoletana).

Altro

Il porto-canale

L'attuale porto-canale, già previsto dal mwac41777, fu realizzato sotto mwac8papa Gregorio XVI e completato dopo il mwada1843, con lo scavo del canale nell'insabbiamento dell'antico porto romano e la costruzione di un nuovo molo verso est.

Aree naturali
Siti archeologici

• mwadwTeatro romano, rinvenuto a seguito dei bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale, risalente all'epoca della dittatura di Silla, era capace di ospitare circa 4.000 spettatoricite-ref-33[33].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-34[34]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera è di 4.640 persone, pari al 10,42% dei residenti.cite-ref-35[35]

Lingue e dialetti

Terracina è quasi sempre appartenuta allo mwafiStato Pontificio (e dal mwafm1870 è compresa nel mwafqLazio), ma è situata a breve distanza dal confine con l'antico mwafuRegno di Napoli. Inoltre, la sua posizione geografica, in zona costiera, ha favorito nel corso dei secoli l'attività peschereccia con contatti prevalentemente con i comuni costieri del mwafynapoletano, a cui va aggiunta una vera e propria immigrazione organizzata di pescatori da quelle aree nellmwafc''800. Il substrato mediano ha potuto parzialmente rafforzarsi, tuttavia, grazie all'immigrazione di genti provenienti dai piccoli comuni dell'entroterra (anche dell'attuale mwafgprovincia di Frosinone), il che consente di far osservare una notevole mescolanza lessicale, caratteristica di questa parlata. Non è infrequente, comunque, nelle nuove generazioni, l'utilizzo di vocaboli ed espressioni del mwafkdialetto romanesco, data la non lontananza con i centri di mwafoLatina e mwafsSabaudia.

Il dialetto di Terracina viene solitamente considerato "mwaf0mediano"cite-ref-36[36], ma lo è sicuramente molto di meno di altri paesi "pontifici" collinari, soprattutto quelli dei vicini mwagiMonti Lepini. È dunque da considerare una parlata a sé stante, di transizione tra il gruppo mediano e meridionale, insieme a quella della vicina San Felice Circeo.

Esplorando il lessico troviamo sicuramente termini tipicamente "mwagqmediani", affini alle parlate dell'area più settentrionali ed interne della provincia di Latina e di Frosinone o all'mwaguabruzzese, come mwagymammòcce (ragazzo), l'articolo mwagc (il), il verbo servile mwaggdènga (devo), mwagkzàmpa (gamba), mwagocapòcce (testa), mwagsdéndo (dentro) ecc. Anche l'utilizzo del verbo ausiliare "essere", per la costruzione verbale è in accordo con le parlate del restante mwagwLazio "pontificio", di una parte di quello "borbonico" e dell'Abruzzo aquilano (es. mwag0so vìste = ho visto, mwag4mé sì chiamàte = mi hai chiamato ecc.). Tuttavia, vi sono alcune "spie" linguistiche che riconducono ai mwag8dialetti meridionali, soprattutto nella fonetica con le vocali atone finali, che sono esattamente le stesse del mwahanapoletano e di alcuni comuni del mwaheLazio appartenuti al mwahiRegno delle due Sicilie. Vi è quindi il conguaglio in mwahme, che abbiamo già visto in alcuni esempi di cui sopra, che viene definito "schwa velarizzato". Per le vocali all'interno della parola, alcune volte si assiste al "dileguo" di esse, soprattutto nel discorso veloce (es. mwahqv'r'tà per dire "verità", che nel discorso veloce capita anche nei vicini paesi di mwahuFondi e mwahyMonte San Biagio).

Possiamo trovare alcuni vocaboli napoletani, anche se in forma molto minoritaria come l'avverbio di luogo mwahgaccà. Per dire "là" è utilizzato mwahkallà o anche mwahoallàne, mentre "in codesto posto" è detto mwahsa ssà, come nei vicini dialetti di Fondi e Monte San Biagio.

La mwah0metafonesi riporta sia ai mwah4dialetti mediani che ai mwah8dialetti meridionali: infatti è di tipo "mwaiasabino" in alcuni casi (es. mwaietrone per dire "tuono"), mentre è napoletana in altri (es. mwaiiliètte = letto). In altri casi è comunque napoletana, ma con condizioni diverse da quelle normali (es. mwaimbuéne = buono).

Tradizioni e folclore

• mwaicSan Cesario, diacono e martire, patrono di Terracina. La festa è il 5 novembre ma viene sempre rimandata al sabato, domenica e lunedì successivi affinché il Triduo non coincida con la Solennità dei Defunti. La processione si svolge il sabato sera in Cattedrale per le vie della città con la Statua e il Braccio del Santo dopo la Santa Messa concelebrata dal Vescovo Diocesano e tutti i sacerdoti della città. In quei giorni a Terracina c'è il tradizionale grande mercato di merci varie.
• San Silviano, 1º maggio, protettore dei raccolti, dell'uva e compatrono di Terracina. La processione parte alle sette del mattino dalla Cattedrale di San Cesareo e giunge fino alla piccola chiesetta di San Silviano alle pendici del Monte Leano, cui seguono i festeggiamenti popolari.

• mwai8Madonna del Carmine, domenica successiva al 16 luglio. La Madonna è detta "dei marinai" perché protegge i pescatori terracinesi. È una caratteristica mwajafesta del mare, con processione di barche e festa popolarecite-ref-37[37].
• mwajyMadonna dell'Assunta, festa nella mwajccattedrale di San Cesareo la settimana antecedente ferragosto. L'antica icona dell'Assunzione di Maria Vergine viene esposta solo nei giorni del Triduo in Cattedrale e il 14 agosto viene portata solennemente in processione.
• Madonna della Delibera, 8 settembre nell'omonimo Santuario. A partire dall'8 settembre 1948, data in cui per conto del Capitolo Vaticano fu incoronata l'immagine della Delibera con delle corone d'oro, ogni dieci anni si ripete la cerimonia dell'Incoronazione della Vergine e la processione(la prossima Incoronazione - la nona - e la processione saranno l'8 settembre 2028).Invece nel Santuario ogni anno si svolge la Festa, una Novena dal 30 agosto al 7 settembre e l'8 settembre, giorno della mwajkNatività di Maria, si celebra una Santa Messa Solenne con il Vescovo Diocesano. Da qualche anno vige la consuetudine di festeggiare mwajoSan Pio da Pietrelcina il giorno dopo, 9 settembre.
• mwajwSan Giuseppe, 19 marzo (Caratteristici "focheracci" la sera della vigilia).

Fra le festività minori, perché di tradizione più recente e a carattere parrocchiale, troviamo quella in onore dei mwaj4SS. Medici Damiano e Cosma, nell'omonima Parrocchia (località le Arene) l'ultimo fine settimana di settembre; quella di mwaj8San Domenico Savio nell'omonima parrocchia la settimana di maggio; la festa di mwakaSant'Antonio da Padova presso mwakeBorgo Hermada, la 1ª domenica di luglio.

Istituzioni, enti e associazioni

Strutture sanitarie

• Ospedale "Alfredo Fiorini", Presidio Ospedaliero Centro della mwakyASL di Latina, che offre una serie di servizi ambulatoriali, e alcune attività chirurgichecite-ref-38[38].

Cultura

Istruzione

Biblioteche

• mwalaBiblioteca comunale, dedicata a mwaleAdriano Olivetti, è una biblioteca di pubblica lettura “mwalia scaffale aperto, ovvero una biblioteca in cui i visitatori possono accedere direttamente agli scaffali e sfogliare i libri liberamente, che dispone di circa 2.500 libri, ed organizza eventi culturali di vario generecite-ref-39[39].

Musei

• mwal4Museo civico “Pio Capponi”, fu fondato nel 1894 da mwal8Pio Capponi, deciso a trovare una sistemazione adeguata a numerosi reperti archeologici raccolti nel territorio del comune e, in particolare, a quelli emersi dagli scavi del mwamatempio di Giove Anxur. Nel corso del tempo, alcune facoltose famiglie della zona contribuirono con le loro donazioni ad ampliare le collezioni, che vennero catalogate per la prima volta in un inventario del 1907 curato dallo stesso Capponi, all'epoca direttore del museo. La sede attuale si trova al primo piano della Torre Frumentaria, una torre risalente al mwameDuecento edificata sul Foro Emiliano, nei pressi del municipio, nel cuore del centro storicocite-ref-0-40-0[40]. Il museo raccoglie reperti che coprono un arco di tempo molto ampio, dalle tracce più antiche della presenza umana a Terracina, risalenti al mwamypaleolitico superiore e documentate da resti di animali fossili e strumenti in pietra rinvenuti nella località mwamcRiparo Salvini, fino all'epoca romana. È proprio quest'ultimo periodo a costituire la parte più ricca e variegata della raccolta, che comprende iscrizioni testimonianti una società civile articolata e complessa, ritratti databili tra la tarda repubblica e l'età imperiale, oltre a numerose sculture a figura interacite-ref-0-40-1[40].
• mwam0Museo della Città, inaugurato nel 2016, è ospitato all’interno del Palazzo della Bonificazione Pontina, è diviso in due sezioni, archeologico e della bonifica. La prima è dedicata all'archeologia e ospita una selezione dei pezzi più significativi del mwam4Museo civico Pio Capponi, tra cui la testa della mwam8dea Feronia e una statua di mwanaGiove fanciullo. La seconda sezione ripercorre invece la storia delle mwanebonifiche pontine dal Settecento fino ai giorni nostri, con uno spazio specifico dedicato alle opere del periodo fascista e a mwaniBorgo Hermada.cite-ref-41[41]

Cucina

Tra i mwankprodotti agroalimentari tradizionali laziali riconosciuti e protetti dal mwanoMinistero delle politiche agricole alimentari e forestali, rientrano la mwansFragola di Terracina, che deriva da una varietà francese del fruttocite-ref-1-42-0[42]cite-ref-1-42-1[42], e le mwaoqCiambelle al vino moscato.cite-ref-43[43]

Eventi

mwaosFesta della Fragola Favette di Terracina, che si tiene tra maggio e giugno, interamente dedicato a questa varietà locale del frutto.

Geografia antropica

Urbanistica

La città è tradizionalmente suddivisa in una città alta, l'antico centro cittadino con l'acropoli, sviluppatasi ulteriormente in epoca medioevale e in una città bassa, frutto di una prima espansione in epoca romana, lungo la strada verso il porto e di una seconda espansione avvenuta principalmente nel mwapeXIX e mwapiXX secolo, in seguito alla bonifica delle paludi pontine da parte di mwapmpapa Pio VI nel XVIII secolo e di mwapqMussolini in seguito.

Nella città alta, cioè nel centro storico, lungo l'antica via Appia si trovano i resti di epoca romana di: un arco onorario quadrifronte o mwapotetrapilo, un teatro romano e un tempio mwapscapitolium cioè dedicato alla mwapwtriade capitolina. Fuori dalla città, sulla cima del monte Sant'Angelo, si trovano l'antico mwap0santuario di Giove Anxur e il santuario del dio Silvanocite-ref-44[44]. Nei dintorni vi è il mwaqiParco Nazionale del Circeo, situato a pochi chilometri dalla città.

Terracina alta o antica

La parte alta della città si imposta intorno alla piazza centrale, l'antico mwaqoForo Emiliano, centro cittadino dell'epoca romana, conservatosi nei secoli e sede della mwaqscattedrale di San Cesareo e del municipio (piazza del Municipio).

L'antico foro romano era attraversato lungo il lato settentrionale dalla mwaq0via Appia, di cui è stato ripristinato il lastricato e il marciapiede, con canale di scolo: la via era in origine separata dall'area forense per mezzo di una serie di pilastrini. La piazza conserva tuttora l'antica pavimentazione in lastre di mwaq4calcare (fine del mwaq8I secolo a.C. - inizi del mwaraI d.C.), sulla quale si conserva l'iscrizione in lettere di mwarebronzo del magistrato locale che ne ordinò la realizzazione (mwariAulus Aemilius).

Ai lati del foro sorgevano i principali edifici pubblici della città romana. Sul lato orientale sorgeva la mwarobasilica, i cui resti furono disegnati da mwarsBaldassarre Peruzzi e in seguito ricoperti dal palazzo della Bonificazione Pontina, eretto tra il mwarw1780 e il mwar01785 e che ha successivamente inglobato anche il palazzo De Vecchis. Sul lato nord i bombardamenti del mwar41944 hanno permesso di rimettere in luce un porticato affacciato sulla via Appia e sopraelevato di tre gradini, con colonne e pavimentazioni in marmo, alle spalle del quale si sono rinvenuti i resti del mwar8teatro romano, in parte ancora ricoperti dalle case medioevali, che hanno assunto una caratteristica pianta curvilinea, poggiandosi sopra le sue strutture.

Sul lato occidentale sorgeva un grande tempio mwasymarmoreo di età mwascimperiale, in seguito inglobato nella cattedrale, che conserva parte dell'alto podio, in cui si aprivano locali per il deposito degli oggetti sacri, oggi trasformati in botteghe. A fianco di questo, verso nord, un secondo tempio più piccolo, identificato nel Capitolium della mwasgcolonia romana. Il tempio in origine con quattro colonne in facciata di stile mwasktuscanico, era infatti dotato di tre celle affiancate, costruite in mwasoopera reticolata in cui si alternano tufelli di tufo giallo e di calcare scuro.

Città bassa

La parte bassa della città ebbe due momenti di espansione: il primo sotto i mwas0Romani, lungo la via mwas4ad Portum, tra il porto e la fertile valle mwas8agricola a nordovest (soprattutto tra mwataI secolo a.C. e mwateI secolo d.C.), ed il secondo soprattutto nel mwatiXIX e mwatmXX secolo.

Alla fase romana appartengono una seconda piazza forense (cosiddetto "Foro Severiano"), un mwatuanfiteatro e delle mwatyterme ("Terme alla marina"), a cui si aggiungono mwatcville e residenze (la villa detta delle "Terme Nettunie", resti di ville presso i "Granai Antonelli").

Lo sviluppo crebbe con il cambiamento di percorso della mwatkvia Appia, reso possibile dal taglio del Pisco Montano, e con la ricostruzione del porto (tradizionalmente attribuiti all'epoca mwatotraianea, ma secondo un'ipotesi di Filippo Coarelli da retrodatare al mwatsI secolo a.C.). Sono tuttora visibili i resti dei due moli antichi e dei magazzini portuali. La collina di sabbia del mwatwMontuno, oggi parco pubblico, si formò probabilmente in seguito ai lavori di scavo per la realizzazione del porto.

Borgo Pio

A partire dal mwat81785 mwauapapa Pio VI diede nuovo impulso alla città, avviando la bonifica delle paludi pontine, organizzata intorno al nuovo insediamento di Borgo Pio, sul nuovo canale, scavato nell'antico porto insabbiato. Sorsero diversi edifici pubblici: il palazzo del "Pozzo del Grano" o dei "Granari", oggi palazzo Cardinali, costruito come magazzino e dotato di un piccolo porto circolare (lo "Squero"), poi interrato; "Granai dell'Abbondanza" e "Palazzino Camerale", sorti sul molo settentrionale romano, distrutti dai bombardamenti della mwaueseconda guerra mondiale. Vi si ebbero anche costruzioni di edilizia popolare (ad esempio le "Case Pellegrini" per i pescatori, oggi scomparse) e la piccola chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, edificata nel mwaui1783 e ridotta in rovina dai bombardamenti, era stata voluta dal papa come parrocchia del nuovo borgo marinaro.

Piazza Garibaldi

Il futuro sviluppo della città venne impostato secondo un progetto urbanistico coerente, impostato sull'asse del canale e della "strada Pia" (via Roma). Lungo questa via principale mwauoGiuseppe Valadier progettò nel mwaus1794 la mwauwneoclassica semicircolare mwau0piazza Garibaldi, che venne realizzata progressivamente nel secolo seguente dagli architetti Pietro Bracci e Antonio Sarti e dall'ingegnere Luigi Mollari.

Economia

Terracina è un centro turistico-storico, meta di visitatori provenienti soprattutto da Roma e Napoli. È prima nella provincia di Latina per numero di alloggi utilizzabili per vacanzacite-ref-45[45].

Le attività principali, oltre il turismo, sono la mwavcpesca, l'mwavgagricoltura (mwavkortaggi e mwavofloricoltura), l'allevamento delle mwavsbufale per la produzione della mwavwmozzarella, e dei mwav0servizi.

Il susseguirsi di fertili valli e altopiani carsici fra i mwav8Monti Ausoni e il mare permettono la coltivazione di prodotti di nicchia come la mwawafragola Favetta di Terracinacite-ref-46[46] o l'ottimo mwawumwawyMoscato di Terracina; a queste si è aggiunta l'agricoltura specializzata nei territori acquisiti dopo la bonifica delle mwawcpaludi pontine.

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema mwawkUnità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).cite-ref-imprese-47-0[47]

| | 2015 | | | | | | 2014 | | 2013 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| | Numero imprese attive | % Provinciale Imprese attive | % Regionale Imprese attive | Numero addetti | % Provinciale Addetti | % Regionale Addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | Numero imprese attive | Numero addetti |
| Terracina | 2 909 | 7,4% | 0,64% | 7 961 | 6,51% | 0,52% | 2 889 | 7 773 | 2 966 | 7 840 |
| Latina | 39 304 | | 8,43% | 122 198 | | 7,75% | 39 446 | 120 897 | 39 915 | 123 310 |
| Lazio | 455 591 | | | 1 539 359 | | | 457 686 | 1 510 459 | 464 094 | 1 525 471 |

Nel 2015 le mwa2a2 909 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano il 7,4% del totale provinciale (mwa2e39 304 imprese attive), hanno occupato mwa2i7 961 addetti, il 6,51% del dato provinciale (mwa2m122 198 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco meno di 3 persone (2,74).

Infrastrutture e trasporti

Strade

I collegamenti stradali che interessano il comune sono:

• mwa2kStrada statale 148 Pontina che collega Terracina con mwa2oLatina e mwa2sRoma.
• mwa20Strada statale 7 Via Appia che la collega principalmente con Roma. Il tratto rettilineo da mwa24Cisterna di Latina è chiamato "fettuccia di Terracina".
• mwa3aStrada statale 213 Via Flacca che fiancheggia la costa, e collega la città a mwa3eSperlonga e mwa3iGaeta.
• mwa3qStrada statale 699 dell'Abbazia di Fossanova, più comunemente denominata Superstrada Frosinone-mare, arteria molto importante per i collegamenti con l'entroterra, che raccordandosi con la mwa3uS.S. 156 (ora Strada Regionale) dei Monti Lepini, collega la località con mwa3yFrosinone e provincia, nonché con l'entrata dell'mwa3cautostrada A1 per Roma e Napoli, sempre a Frosinone. La sua diramazione dalla SS 7 Appia avviene fuori dal centro abitato dopo aver superato di qualche chilometro Monte Leano in direzione di Roma.

Ferrovie

La piccola stazione locale di Terracina non si trova sulla tratta principale Roma-Napoli, ma è il terminale di una mwa3wlinea secondaria che parte dalla mwa30stazione di Priverno-Fossanova (posta sulla tratta principale mwa34Roma-Formia-Napoli) e giunge a Terracina dopo circa 20mwa38 km. Alla fine degli anni settanta la linea fu elettrificata e il traffico passeggeri era abbastanza sostenuto, ma a seguito della diminuzione dell'offerta ferroviaria il traffico passeggeri si ridusse fortemente. Negli anni novanta, grazie alla crescente domanda, il traffico si intensificò di nuovo per arrestarsi nel 2012 a causa di una frana che ne decretò la sospensione al traffico.cite-ref-48[48]

A tale data, erano presenti 5 coppie giornaliere tra Roma Termini e Terracina che impiegavano circa 1 ora e 20 minuti.

Ad oggi, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Monte San Biagio (da luglio 2017 denominata mwa4yMonte San Biagio-Terracina Mare), situata sulla linea FL7 e raggiungibile dal centro città tramite bus COTRAL, a circa 15mwa4c km di distanza.

È ancora possibile accedere alla mwa4kstazione di Priverno-Fossanova utilizzando il servizio di autobus sostitutivo Trenitalia, con alcune corse che prevedono fermate intermedie a Frasso, Ruderi di Sibilla e Capocroce.cite-ref-49[49] La stazione di La Fiora è stata definitivamente soppressa nel 2024 e non compare più negli orari Trenitalia.cite-ref-50[50]

Mobilità urbana

• I trasporti urbani e interurbani di Terracina vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da mwa5uCOTRAL.
• I trasporti urbani e i collegamenti con la mwa5cStazione di Monte San Biagio-Terracina Mare vengono svolti da COTRI.

Amministrazione

Nel mwa541934 passa dalla mwa58provincia di Roma alla nuova mwa6aprovincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 30 settembre 1988 | 7 novembre 1989 | Giovanni Zappone | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 7 novembre 1989 | 28 aprile 1992 | Antonio Mazzucco | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 27 giugno 1992 | 25 settembre 1992 | Fabrizio Abbate | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 25 settembre 1992 | 21 giugno 1993 | Antonio Reppucci | | Comm. pref. | |
| 21 giugno 1993 | 27 aprile 1997 | Vincenzo Recchia | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 27 aprile 1997 | 13 maggio 2001 | Vincenzo Recchia | Partito Democratico della Sinistra Democratici di Sinistra | Sindaco | |
| 13 maggio 2001 | 28 maggio 2006 | Stefano Nardi | Alleanza Nazionale | Sindaco | |
| 28 maggio 2006 | 15 maggio 2011 | Stefano Nardi | Alleanza Nazionale Il Popolo della Libertà | Sindaco | |
| 15 maggio 2011 | 6 maggio 2015 | Nicola Procaccini | Il Popolo della Libertà Fratelli d'Italia | Sindaco | |
| 6 maggio 2015 | 5 giugno 2016 | Erminia Ocello | | Comm. pref. | |
| 5 giugno 2016 | 19 luglio 2019 | Nicola Procaccini | Fratelli d'Italia | Sindaco | |
| 19 luglio 2019 | 6 ottobre 2020 | Roberta Tintari | Lista civica | Vicesindaco f.f. | |
| 6 ottobre 2020 | 23 luglio 2022 | Roberta Tintari | Fratelli d'Italia - lista civica | Sindaco | [ 51 ] |
| 23 luglio 2022 | 15 maggio 2023 | Francesco Antonio Cappetta | | Comm. pref. | |
| 15 maggio 2023 | in carica | Francesco Giannetti | Fratelli d'Italia | Sindaco | |

Gemellaggi

• mwa6oBad Homburg
• mwa60Cabourg
• mwa68 mwa7aCoira
• mwa7mExeter
• mwa7yJūrmala
• mwa7kMayrhofen
• mwa78Pécs
• mwa8iSergiev Posad

Nel maggio del 2007 Terracina ha stretto un patto di amicizia con la città di mwa8qBressanone.

Altre informazioni amministrative
Sport

Beach Soccer

• A.S.D. mwa80Terranova Terracina Beach Soccer che, nel campionato 2019-20, milita nel campionato maschile di serie A.cite-ref-52[52]

Calcio

• mwa9uU.S. Terracina Calcio A.S.D. (colori sociali bianco celeste) che, nel campionato 2022-23, milita nel campionato maschile di mwa9yEccellenza Lazialecite-ref-organici-53-0[53].

Calcio a 5

• Real Terracina C5 P.E.P. che, nel campionato 2021-22, milita nel campionato maschile di serie B - Girone E.cite-ref-54[54]
• A.S.D. Sporting Terracina C5 che, nel campionato 2021-22, milita nel campionato maschile di serie D Latina - Girone A.cite-ref-55[55]
• Real Terracina C5 P.E.P. che, nel campionato 2019-20, milita nel campionato femminile di serie C.cite-ref-56[56]

Pallacanestro

• ASD Basket Terracina (colori sociali bianco e azzurro) che nel 2019-2020 milita nel campionato maschile di mwa-8Promozione.cite-ref-57[57]

Pallavolo

• Volley Terracina, squadra di pallavolo femminile militante nel campionato di Serie B1 dalla stagione 2014/2015.
• Lazio TV Futura Terracina che nel 2019-2020 milita nel campionato femminile di mwa-gSerie C.cite-ref-58[58]

Rugby

• Terracina Rugby Club, squadra di rugby maschile militante nel campionato di Serie C, riconosciuta dalla F.I.R.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwbagmwbakmwbaoBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwbasdemo.istat.it, mwbawISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwbbamwbbemwbbiClassificazione sismica (mwbbmmwbbqXLS), su mwbburischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwbbkmwbbomwbbsTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwbbwmwbb0PDF), in mwbb4citerefmwbb8Leggemwbca mwbce26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwbciAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwbcm 151. mwbcqURL consultato il 25 aprile 2012 mwbcu(archiviato dall'mwbcyurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-2-44. mwbc4mwbc8mwbdaCondizioni climatiche e meteo medie tutto l'anno a Terracina Italia, su mwbdeit.weatherspark.com. mwbdiURL consultato il 24 aprile 2026.
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cite-note-66. mwbecmwbegPolibio,mwbek III, 22.4-13.
cite-note-77. mwbe0Plinio il Vecchio, mwbe4mwbe8Naturalis Historia, III, 59 (mwbfatesto latino on line sul sito LacusCurtius): "mwbfelingua Volscorum Anxur dictum".
cite-note-88. Tito Livio, mwbfucit., IV, 4, 58.
cite-note-99. Tito Livio, mwbfkcit., V, 2, 13.
cite-note-1010. Tito Livio, mwbf0Ad Urbe Condita, IX, 23
cite-note-1111. mwbgemwbgiTito Livio, Periochae, 46.
cite-note-1212. mwbgymwbgcBianchini Arturo, Saggi su Terracina e la regione pontina, Amministrazione Comunale di Terracina, 1975, pag. 131;.
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cite-note-1414. mwbhimwbhmmwbhqLa Via Severiana, su mwbhucircei.it.
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Bibliografia

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• R. Malizia, Un mito letterario del Grand Tour: la Locanda di Terracina, in “Annali del Lazio Meridionale”, XII, 2, dicembre 2012.
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Schede del Museo civico "Pio Capponi":

• Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Maria Iride Pasquali, mwbkcCentro Storico alto. 1. L'età antica. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Fondi 2005 (II ed.);
• Venceslao Grossi, Rosario Malizia, mwbkkCentro Storico alto. 2. L'età medievale. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Latina 1996.
• Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Maria Iride Pasquali, mwbksCentro Storico alto. 3. L'età moderna. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Latina 1998.
• Venceslao Grossi, Rosario Malizia, mwbk0Il Centro Storico basso di Terracina. Percorsi monumentali, Fondi 1998.
• Venceslao Grossi, Rosario Malizia, mwbk8Il santuario romano di Monte S. Angelo a Terracina. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Fondi 2000.
• Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Anna Rita Mari, Maria Iride Pasquali, mwbleL'Appia antica a Terracina da Feronia all'Epitaffio. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Fondi 2004.
• Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Anna Rita Mari, Maria Iride Pasquali, mwblmLa Cattedrale di S. Cesareo a Terracina. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Formia 2008.

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Collegamenti esterni

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